Ecco un altro bel proverbio!

La fregatura fa parte della cultura. 

 

Chiarissimo.. e verissimo!

Lo si sente spesso dire per i SOUK (mercati) cittadini..è una specie di legittimazione alla contrattazione – che loro amano tanto fare – sui prodotti e la merce in vendita .. Chi contratta ha la possibilità di ‘vincere’, ma chi si arrende..è perso (per non dire fregato!!!)

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Un breve video che mostra l’abilità che hanno le hennena nel fare questi tatuaggi all’henna

Nata intorno al settimo e ottavo secolo, prima dell’avvento dell’islam, la musica araba più delle altre ha avuto diffusione con le sue melodie inconfondibili.

Il mondo arabo ha sviluppato un sistema musicale ricco di variazioni per gli apporti delle culture e dei paesi che ne fanno parte, riprendendo molte caratteristiche della musica dell’antica Grecia. Ha avuto il periodo di massima diffusione nel Medio Evo, quando in opposizione alla decadenza europea l’Islam attraversava uno dei suoi momenti storici più fulgidi, e la musica si diffondeva equiparata alle altre scienze delle scuole siriane e turche.

Questo periodo durò fino al sedicesimo secolo, quando la Siria e l’Iraq caddero sotto il dominio dei turchi, per il mondo arabo fu un periodo di declino spirituale e culturale. Tuttavia l’influenza dei turchi e dei persiani non fu così negativa, infatti nel diciannovesimo secolo ci fu una vera e propria fusione tra le tre culture musicali, creando una grande varietà di stili e generi.

La caratteristica della musica araba è la melodia, ovvero il canto che può viaggiare liberamente senza sottostare a rigide regole armoniche e servendosi di molte più note rispetto a quelle disponibili nella cosiddetta musica occidentale.
Non preoccupandosi di dover mescolare insieme strumenti e voci secondo melodie diverse, gli arabi danno massima libertà all’artista, offrendo una grande varietà di intonazioni

 

 Testo tratto da www.danzadelventre.it

Sempre riguardo a l’henna, trotterellando nel web ho trovato questo articolo, molto interessante, scritto da Sonia Tarantola e consultabile in questo sito. Parla delle foglie di henna che vengono seccate e polverizzate per essere utilizzate in cosmesi, in medicina ed anche nell’industria tessile.

Riporto pari pari l’estratto:

“Quando si pensa all’Henna l’associazione è: i capelli. E’ vero, il suo uso regolare aiuta a rinforzare i capelli deboli e sfibrati, rendendoli più corposi e lucidi… ma non è tutto qui. Pochi conoscono l’origine e le proprietà di questa pianta, che può vivere fino a cento anni.Lawsonia inermis, deriva dal medico inglese John Lawson che la descrisse in un libro pubblicato a Londra nel 1709, mentre il termine inermis si riferisce al fatto che spesso la pianta è priva di spine.

Il nome botanico è Lawsonia inermis, deriva dal medico inglese John Lawson che la descrisse in un libro pubblicato a Londra nel 1709, mentre il termine inermis si riferisce al fatto che spesso la pianta è priva di spine.

Coltivata soprattutto in India, Tunisia, Egitto, Sudan, Arabia, Iran, Cina ed anche in Florida, questa pianta è originaria delle regioni calde subtropicali e degli altipiani dell’Africa centro-orientaoltre. Il suo uso è molto antico, addirittura nelle tombe dei faraoni egizi sono state ritrovate polveri di Henna e mummie con le unghie colorate.

Specie nei paesi di origine, l’Henna è utilizzata non solo per decorare mani e piedi con disegni rituali e propiziatori (cerimonie religiose musulmane), ma anche come rimedio esterno contro infiammazioni, foruncoli, scottature, ematomi, fosfora, herpes…grazie alle sue proprietà astringenti, antisettiche ed è un efficace tonico per la pelle. Usato internamente, l’estratto di Henna può combattere l’emicrania, la calcolosi, l’ingrossamento della milza, oltre a essere un valido rimedio per le malattie dell’apparato digerente (antidissenteria) e come abortivo (suscita contrazioni uterine).forfora e seborrea.

Ma l’uso dell’Henna in Italia è riconosciuto come tintura naturale per capelli capace anche di curare forfora e seborrea.

Chiunque può beneficiare di un impacco con la polvere di Henna.

A seconda del colore di base si possono creare riflessi, coprire qualche capello bianco o semplicemente donare brillantezza e corposità ai propri capelli con una colorazione neutra (non altera il colore).

L‘uso dell’Henna è raccomandato a chi ha la cute grassa, forfora, capelli fragili, sottili, sfibrati, opachi, con doppie punte, poiché riduce tutti questi problemi e, con l’uso costante addirittura li elimina… Allora perché non dedicarsi un po’ di tempo e beneficiarne almeno una volta al mese, meglio due? Con 100 gr di polvere di Hennè si effettuano da 2 a 4 impacchi, se i capelli sono corti o di media lunghezza, ne serve un etto o più, in caso di capelli più lunghi.

A seconda della tipologia del capello, prima dell’applicazione, si consiglia di aggiungere all’impasto aceto e limone per capelli grassi, mentre yogurt o olio di oliva sono i più indicati per capelli secchi e lunghi. Questo procedimento oltre che favorire il benessere, aiuta a fissare meglio la colorazione sul capello. L’Henna infatti non penetra all’interno del capello, si deposita e lega sulle squame della sua cuticola creando un effetto per cui il diametro del capello aumenta leggermente, e la capigliatura diventa più voluminosa e resistente agli agenti esterni, oltre che più luminosa e dall’aspetto “sano”. 

Non ha controindicazioni.”

Molto interessante vero? E’ naturale, ha tantissime proprietà benefiche, non costa molto..cosa si può desiderare di più??!

Girando per le strade, spesso mi è capitato di incontrare donne con mani e piedi colorati con delle specie di tatuaggi alquanto strani. Anche in questo caso è prevalsa la mia curiosità e così mi sono informata. Questi tatuaggi erano fatti con l’henna, che anche qui in Italia conosciamo abbastanza (chi non si è mai fatto fare un tatuaggio d’estate sulla spiaggia dagli omini ambulanti? ecco, il prodotto usato probabilmente era proprio l’henna). Così, cercando qualcosa in più, anche questa volta mi sono tolta lo sfizio e ho scoperto che esiste un sito (purtoppo in inglese) dedicato appunto a l’henna

La henna è una pianta spontanea (tale Lawsonia inermis) originaria dell’India, dell’Arabia e dell’Africa del nord, utilizzata dalle popolazioni locali per le sue qualità benefiche e estetiche, per le quali si ricavano tinture vegetali di varie tonalità per la colorazione dei capelli e del corpo.
Nei paesi arabi l’uso della henna è importante per segnare avvenimenti importanti, quali il matrimonio, tant’e’ vero che nel tempo si e’ istituito un vero e proprio mestiere, quello della donna specializzata nella lavorazione della henna, in tunisino “hannena”.
Pianta sacra, la henna viene considerata dalle donne del paese come un porta fortuna dalle virtù magiche e difatti le foglie di henna, raccolte in piccoli cespugli, tritate e polverizzate, aggiunte in seguito all’acqua danno una soluzione liquida arancione, avente effetti benefici per i capelli e la pelle.

La henna tunisina viene stesa sulle mani e sui piedi in maniera uniforme delineando forme particolari tratte dalla fantasia della sapiente hannena. Dopo la prima stesura di henna, gli arti tatuati vengono avvolti da fasce di cotone per proteggere i contorni del disegno e la buona riuscita del colore, il quale più risultera’ scuro e più verra’ apprezzato. Gli arti così avvolti devono stare immobili senza toccare terra per almeno tre ore; dopodichè vengono tolte le fasce dai piedi e dalle mani e viene sciacquata la henna ormai secca. Ciò che rimane è l’impronta di quella pasta scura e corposa iniziale, che durerà per molte settimane.

Ecco una serie di foto: dalla pianta al risultato finale!

Altra curiosità che mi ha molto interessato è quella riguardo i detti e i proverbi. Avendone in Italia una così ampia tradizione (soprattutto tra gli anziani), quando in marzo sono tornata in Tunisia, ho chiesto agli amici tunisini se anche per loro esiste questa consuetudine e, data la risposta affermativa, ho chiesto loro di raccontarmi qualcosa. Questo è il risultato, che ci porta a conoscere, proverbio dopo proverbio, la mentalità di questo popolo che sembra così lontana dalla nostra, ma che, almeno per quanto riguarda i detti e proverbi, non lo è!

 

 

 

Il tuo vero amico è il tuo portafoglio.

 

 

Beh, secondo me questo proverbio si esplica benissimo da solo e non ha bisogno di altri miei commenti!!! 😉